Tutti hanno avuto una brutta notte prima e sappiamo le conseguenze sul nostro benessere e sulle nostre capacità diurne il giorno successivo.

Il sonno scarso riduce la qualità della vita e influisce sulle capacità cognitive, con forti ricadute sulle sfere emotiva, familiare, professionale e sociale. Talvolta causa di sonno scarso e/o sonnolenza diurna eccessiva è facile da individuare (un periodo di stress lavorativo, un pasto troppo abbondante, un’ondata di caldo, ecc.), altre volte è più difficile ed è necessario consultare uno specialista del sonno.

L’insonnia è il disturbo del sonno più comune e il secondo più comune disturbo neuropsichiatrico più comune. È definito come la denuncia di insoddisfazione per la quantità e/o la qualità del sonno, associato ad uno (o più) dei seguenti sintomi:

  • Difficoltà ad addormentarsi.
  • Difficoltà a mantenere il sonno, caratterizzata da frequenti risvegli
    o difficoltà a riaddormentarsi dopo il risveglio.
  • Svegliarsi troppo presto al mattino con incapacità di riaddormentarsi.

 

L’insonnia provoca marcato disagio, irritabilità e difficoltà di concentrazione, così come stanchezza e sonnolenza diurna, che hanno conseguenze nel funzionamento del/i dominio/i sociale/i, professionale, educativo, accademico, comportamentale o altro. Si parla di insonnia quando si manifesta questo disturbo del sonno almeno 3 volte a settimana e durano 3 mesi.

L’insonnia non è solo un sintomo di altri disturbi o malattie concomitanti, è anche un fattore di rischio per una vasta gamma di patologie mediche e comportamentali, tra le quali possiamo citare depressione, ansia, malattie cardiovascolari, diabete, obesità

Se pensi di soffrire di insonnia, la cosa migliore da fare è contattare uno specialista del sonno.

Questi disturbi sono caratterizzati da una desincronizzazione tra il ritmo sonno-veglia e il ciclo luce-buio. Le cause possono essere esterne (come il jet lag o il lavoro a turni) oppure interne (come la sindrome da ritardo o da anticipo di fase). La sindrome da ritardo di fase, in particolare, è la più comune tra questi disturbi ed è caratterizzata dalla tendenza ad addormentarsi e a svegliarsi molto tardi. Oltre alla difficoltà nell’addormentarsi e alla sonnolenza diurna, possono comparire malessere, irritabilità e sintomi depressivi. Questo tipo di disturbo è più frequente durante l’adolescenza, quando la necessità di svegliarsi presto per motivi scolastici può compromettere il rendimento e il benessere generale. In questi casi è consigliabile rivolgersi a uno specialista del sonno, in grado di valutare le cause e proporre strategie personalizzate. I principi dell’approccio cognitivo-comportamentale, integrati con un intervento di tipo cronobiologico, si sono dimostrati efficaci nel migliorare la qualità del sonno e nel ridurre i sintomi associati ai disturbi del ritmo circadiano sonno-veglia.